Il sito come lo vorremmo noi (o io, almeno…)

Ci sono diversi approcci da parte dei produttori di vino al mondo del web.
C’è chi proprio non approccia, c’è chi lo fa in maniera molto basic, chi si adopera per fornire una buona quantità di informazioni e chi invece aggiunge a validi siti servizi di ecommerce o blog.

Ma come dovrebbe essere il sito perfetto di una azienda vinicola?
Ho provato a stendere una lista (sicuramente incompleta) di caratteristiche che ritengo imprescindibili, o per lo meno, imprescindibili vista l’evoluzione del mercato, le aspettative degli internauti e per finire il mio personalissimo gusto.

dateci una seria lista di tutti i vini prodotti

…che sembra piuttosto banale, ma non lo è. Come lista non intendo un elenco dei vini con la solita scheda di degustazione e i due o tre dati fondamentali, ma qualcosa di più.
Cioè delle belle schede complete, che riportino ad esempio tutti i dati delle analisi chimiche (tanto tutte le aziende le fanno), indichino il periodo di raccolta dell’uva, il tempo di macerazione, la frequenza delle follature o dei rimontaggi, quando sono stati svinati, quanto tempo hanno fatto in legno/acciaio, quando sono stati travasati e imbottigliati.
E dividetelo per annate in modo da avere uno storico online!

diteci cosa ci mettete dentro

Suvvìa, nessuno fa più il vino del contadino. Sarebbe bello sapere quanto solforosa mettete nel mosto, quanta in fase di travaso e di imbottigliamento. Se la malolattica parte da sola o aiutata. Se fate chiarifiche o stabilizzazioni e con cosa (Bentonite? Chiara d’uovo? Defecazione statica? Imposizione delle mani sul vino?). Se per caso viene usata gomma arabica o altro. Insomma, trasparenza, sempre!

dateci maggiori informazioni sull’andamento climatico delle singole annate

Il clima dei singoli anni e l’influenza che ha avuto sulla maturazione dell’uva e le lavorazioni in vigna, e magari i trattamenti. E se poi si riesce a legare questo discorso alle schede di ogni singolo vino per annata, direi che ci siamo proprio.

che dire di una mappa?

Una mappa delle vigne, con l’indicazione dell’esposizione, dell’altezza e delle varietà coltivate, magari corredate con delle belle foto nelle varie stagioni e linkate ai vini prodotti dalle uve provenienti dai cru. E poi una bella vista dall’alto, tanto Google Maps vi aiuta.

foto foto e ancora foto

Della cantina, della bottaia, dei fermentini, della catena di imbottigliamento se c’è, del vostro cingolo, del vostro cane, della nonna, di tutto! Fateci vedere i luoghi, le facce di chi lavora in vigna, le loro mani. Fateci capire chi c’è dietro le vostre bottiglie!

che dire di un’altra mappa?

Evitate di farci impazzire girando sette ore prima di trovare la nascostissima stradina sterrata che porta al vostro privatissimo angolo di paradiso. Aiutateci, il web è pieno di strumenti che ci possono venire incontro con mappe, mappette e mappali.

fidelizzateci

Iniziate a fare marketing di voi stessi, raccogliete email di utenti interessati ai vostri prodotti guidandoli all’iscrizione alla vostra newsletter, magari promettendogli sconti, promozioni, visite speciali in cantina, la “giornata dell’iscritto alla newsletter” o meglio ancora, seguite l’esempio americano dei Club dove a scadenza fissa vengono spedite agli iscritti una selezione di bottiglie o magari prodotti di microvinificazione o con etichette speciali creati solo per loro.
Una volta vostri, non vi molleranno più. Insomma, coccolateci!

ecommerce questo sconosciuto

Visto che a questo punto avete già delle fantastiche schede dei vini, aggiungete un bel tastino “Compralo ora”. Fare ecommerce vi permette di vendere a prezzi più bassi, raggiungere mercati irraggiungibili tramite i canali tradizionali e costa meno ed è più semplice di quanto possiate immaginare.

…e rispondete alle email!

Ecco, non fate come loro, controllate la vostra posta più volte al giorno, rispondete a tutte le richieste in meno di 24 ore, fate capire ai vostri visitatori che dietro a tante belle pagine ci siete voi, la vera anima di tutto quello mostrato sul vostro sito!

Lo so, lo so, non ho citato i blog, ma per questo “basta” fare come lui!

6 pensieri su “Il sito come lo vorremmo noi (o io, almeno…)

  1. ….bravo Marco, tutto ciò che hai messo nel paniere mi sembra, comunque, proprio il minimo…!!!
    e poi, basta dare una sbirciatina a ciò che fanno i produttori di altre nazioni ( v. U.S.A. ) … ma per loro il marketing è già scritto nel dna …..da questa parte del globo mi sa che dovremo attendere l’evoluzione della specie [sigh!!]
    ciaooo
    ::B

  2. Direi che i problemi della presenza delle aziende su internet ha due facce:
    1) Sito internet: si fa fare a qualcuno, e poi si deve aggiornare. Il problema dell’aggiornamento è che di solito lo deve fare qualcun altro, a volte un ragazzino un oo esperto di internet, che però non sa nulla dell’azienda, e quindi il tempo che richiede è tale che non lo si aggiorna.
    2) Blog: tutto il contrario, facilissimo da utilizzare, però se non lo aggiorni non serve a niente. E la gente è spaventata perché pensa che il tempo “perso” non valga il risultato.

  3. A Gianmpà, ma chi t’ha detto ‘ste cose… mai sentito parlare di piattaforme di “content managing” (maneggio del contenuto tradotto dall’inglese all’italiacano) ? Il blog non è altro che una piattaforma di questo tipo che può tranquillamente essere integrata, con molte più possibilità di personalizzazione, all’interno di un sito. Sono i c.d. siti “dinamici” che ti aggiorni quanto, quando e come vuoi tu. Facile facile, con un clic.

  4. Mi permetto di sottoporre all’autore e ai lettori di questo blog, una domanda gia’ sottoposta al newsgroup it.hobby.vino, e cioe’ la generalizzazione del titolo di questo articolo meritorio in cui si danno e-dritte ai produttori vinicoli, ossia l’immagine (la comunicazione) come la vorremmo noi (cioe’ voi). Come si ritiene che un produttore sconosciuto dovrebbe dare contezza di se’ e dei propri vini? Dove e come vorreste incappare in un vino che non conoscete? Quali sono i luoghi (fisici o meno) che ha senso che un produttore bazzichi? Esiste una soglia minima (quantitativa) di volume di prodotto al di sotto della quale semplicemente si e’ “inesistenti” e non merita porsi il problema?
    Se si’, quale si pensa che sia? Grazie mille in anticipo, e saluti.

  5. Bravo Marco, hai detto bene. Rispondete alle email!
    Sono d’accordo sul fatto che il marketing in Italia non è parte del DNA. Pare veramente che le aziende vendano più perché qualcuno chiede, che altro. Fosse per loro…

    La cosa antipatica, però, è che ci sono anche personaggi web che non rispondono… gente che scrive, scrive, scrive, scrive e se poi sei tu a scrivere a loro per fare una domanda, non ti rispondono. Eh già, hanno da fare… Devono convincere gli altri a rispondere!

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