Annunciato il Vino dei Blogger #2: Chianti da hard discount

Puntuale come l’ICI Fiorenzo @ Diario Enotecario ha annunciato ufficialmente il tema del Vino dei Blogger #2.

Sorpreso, durante il suo peregrinare per super/iper/megamercati e discount , dal trovare blasonatissime Denominazioni a prezzi ridicoli, Fiore propone una sfida nella sfida.
La prima è trovare il suo amatissimo Chianti DOCG a prezzi da Hard Discount. La seconda, è avere il coraggio di assaggiarlo e scrivere le relative note :)

Ecco quindi la mission: Chianti da hard discount: vince chi trova il Chianti rigorosamente DOCG (vale qualunque sottozona) al prezzo più basso. Premio in palio, l’onore di organizzare il VdB #3.

Ambizione non nascosta, dare vita a una riflessione su come può essere possibile trovare vini DOCG a prezzi ridicoli, tenendo in considerazione costi di produzione, imbottigliamento, trasporto e ricarico di vendita.

Pronti alla pugna? La deadline è per il prossimo 10 Dicembre. Le modalità, le solite.

Partecipate numerosi!

Vino dei Blogger #1 – Il Riassunto!

…se chi ben incomincia è a metà dell’opera, allora siamo messi proprio bene! Grandissima partecipazione da praticamente tutta la blogosfera enoica nostrana per la prima tappa del Vino dei Blogger, il cui tema era “Vini comprati al supermercato a meno di 5 euro, da uve autoctone, in purezza”.
Complimenti vivissimi a tutti, e facciamo in modo sia solo la prima tappa di una lunga serie di divertenti degustazioni!

Simpatico e variegato l’approccio dei blogger al tema: c’è chi ha puntato sulla tipicità spinta, scegliendo vini del proprio territorio, chi si è spostato a kilometri da casa propria e chi ha (giustamente) fatto analisi di marketing. Entriamo nel dettaglio…

Fiorenzo @ Diario Enotecario ha scelto il territorio, acquistando (un po’ fuori dal budget, ma per questa volta chiudiamo un occhio 😉 ) un Lumassina Colline Savonesi IGT, delle Aziende Agricole Vigna le Gagge, di Alinovi che a quanto pare non l’ha soddisfatto un granchè, stroncandolo e maledendosi maledicendosi per la scelta di puntare ai vini locali a tutti i costi.

Slawka @ Marketing del Vino ha fatto una bella analisi sui driver principale di attenzione dell’utente nella scelta di un vino nella GDO, citando anche interessanti testi sul comportamento dei clienti Inglesi e Australiani. E anche un dato sul prezzo del Chianti che…. aspettate e vedrete :)
Inoltre, vera chicca, Slawka su Nanopausa ci offre la una degustazione della Malvasia del Lazio 2005, della Cantina San Tommaso per la prima volta nella storia del vino in formato haiku.

Max @ Wino si è buttato sulla locale Esselunga acquistando una bottiglia di Pecorino 2006 Terre di Chieti IGT di Citra, famoso vitigno autoctono Abruzzese. Forse in questo caso non espresso al meglio, visto le vistose note citrine che Max riporta nella sua degustazione.

E’ andata meglio di sicuro a Giampiero @ Aristide presso l’Esselunga vicino a casa sua (gettonata l’Esselunga, uh?), dove ha trovato uno dei migliori rosè Italiani, il Cirò Rosato di Librandi. Per Giampiero, una bella pasta al pomodoro e basilico o una caponata siciliana sono la morte di questo ottimo vino.

Un bel @@/77 nella scala di laVINIum è il punteggio dell’Alto Adige Sylvaner 2005 di Wachturm dato da Roberto @ Esalazioni Etiliche. Sicuramente un bel punteggio per un buon prodotto del quale non si è riusciti però a risalire al vero produttore. Sarà la A.C.M.E.?

Punteggio più basso, @/70, per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 05 di Garofoli secondo il personalissimo cartellino di Alessandro @ Esalazioni Etiliche. Sicuramente un vino poco complesso, nonostante il nome del produttore, e con un finale amarognolo non entusiasmante. Al contrario dello scontrino della spesa di Alessandro, dove leggiamo ben due rotoli di briseè e uno di sfoglia. Tutti da lui a mangiare torta salata! E Cart d’Or come dessert!

Il “secondo terzo” della Liguria Connection, Luca @ The Wine Blog, si butta sulle bollicine del Genovesato, con un coraggioso e incoraggiante Lumassina Brut della Cooperativa Viticultori di Coronata e della Valpolcevera, un prodotto che, mi associo a Luk, dovrebbe essere sviluppato meglio dai produttori, viste le alte potenzialità del vitigno.

Chiudiamo la carrellata Ligure a Levante, con Filippo @ Tigulliovino che, ahi ahi ahi, ripropone per mancanza di tempo fisico (come dargli torto?) una vecchia degustazione. E che vino, ragazzi! Si tratta del Montepulciano d’Abruzzo Doc Riparosso 2002 dell’Azienda Agricola Dino Illuminati. 4.50€ di eleganza e struttura. Avercene!

Una salto in mezzo al mediterraneo per Francesco @ Maisazi, che esplora la Sardegna con un Cannonau di Sardegna DOC 2004 Cala Sarmentú, dell’azienda C.P. S.a.s., per la modicissima cifra di 2,89€. Al naso promettente, come altri vini di questa carrellata in bocca delude Fra, che saggiamente prevede che il resto del vino…. resterà in bottiglia senza essere bevuto per ovvi motivi.

E last but not least la nostra carissima Elisabetta @ Alice e il vino, che presso la locale COOP si è fatta giustamente trascinare in un acquisto istintivo basato sull’etichetta, portandosi a casa una bottiglia di Primitivo Donna Marzia di Conti Zecca. A quanto pare, se l’etichetta è accattivante dal punto di vista del design (a me ricorda vagamente quella del Cutty Shark….) il cotenuto molto meno: mezzo calice è bastato a Eli per farsi un’idea….

E poi ci sono io, Marco @ Imbottigliato all’Origine, quello che ho bevuto lo potete trovare qui. Poche parole, non mi piace parlare di me stesso :-)

Che dire? A parte la qualità dei vini, siete stati grandissimi. Spero sia il primo di una lunga serie!
Che continua a Dicembre con il tema lanciato da Fiorenzo per il Vino dei Blogger #2 (attendiamo il suo lancio ufficiale): “Si tratta di trovare il Chianti Docg (bottiglia 0,75, of course) che costi meno. Vince chi trova il prezzo piu’ hard. Bello eh?”. Che dire? In puro stile!!!

Vino dei Blogger #1 – Verdea IGT Panizzari Angelo

E così è giunto il grande giorno, la prima degustazione del Vino Dei Blogger. Il tema era “Vini comprati al supermercato a meno di 5 euro, da uve autoctone, in purezza”.
Da bravo enoblogger mi sono così recato al GS appena aperto nel mio quartiere (per la gioia dell’ultima latteria, prestinaio e macellaio esistenti in Lombardia, baluardi anti-globalizzazione, altro che movimenti alternativi) e ho acquistato quanto di più tipico in purezza e autoctonia la mia zona offre: una Verdea di San Colombano (della zona ne avevo parlato qui). Una nota prima delle… note di degustazione: per non so quale motivo bizzarro la Verdea, vitigno autoctono da sempre sulla Collina, non può fregiarsi della DOC San Colombano Bianco (privilegio di un uvaggio di Chardonnay e Pinot Nero, mondieu che banalità!) ma di un IGT dall’orrido nome di “Colline del Milanese”. Che al 90% degli Italiani del Nord farà pensare a un vino da uva coltivata sul Monte Stella, uscita Lampugnano MM Rossa, Milano. Vabbè.

14112006113.jpgVerdea 2005 Colline del Milanese IGT – 11% vol
Az. Ag. Panizzari Angelo – San Colombano al Lambro (MI)
Acquistato il 9/11/2006 presso GS Viale Italia a Lodi per € 3,39

Vino frizzante secco a fermentazione naturale, come indicato sull’etichetta, fa pensare a una presa di spuma in bottiglia (dubito fortemente) o a un brevissimo charmat. La pressione in bottiglia non è alta, il tappo (normale) esce facendo un mesto “flop”, mi sarei aspettato qualcosina di più, come da tradizione. Ma forse è meglio così.
Il tappo all’inizio mi fa temere un po’, puzzetta, ma il vino fortunatamente è incolume da problemi di sorta.
Colore giallo paglierino molto scarico, un leggero perlage non molto fine si intravede nel bicchiere.
Al naso si percepisce una buona finezza: fiori bianchi, gelsomino, una nota erbacea leggermente percebile e perfino delle note di pasticceria. Un bell’olfatto, non c’è che dire, franco e tutto sommato armonico.
In bocca, ahimè, tutta la poesia sparisce e lascia il posto a un po’ di confusione: prima un avvertibile residuo zuccherino ti seduce e ti abbandona subito, sostituito da una scomposta vena acida e da un maleducato gusto amaro che si appropria del tuo palato per non lasciarlo più. PAI, due secondi netti.
Un gran peccato, le premesse c’erano. Però non mi va di bocciarlo, per una questione affettiva. Abbinato a un pezzo di granone lodigiano fresco, a della raspadura o a una fettina di salume in un aperitivino tra amici d’estate, può avere un senso.
Senza essere, per una volta e per 3,39euri, enosnobboni fino in fondo.

Aridatece la Mucca!

Dopo aver visto questa pubblicità in televisione, mangerò per un bel po’ esclusivamente Grana Padano. Qualcuno sa che fine ha fatto la simpatica mucca dei vecchi spot? L’hanno licenziata ed è andata a promuovere lo Sbrinz, per caso? Signor Reggiano Parmigiano, può riportare in Italia l’Intrusa e ridarle il suo ruolo di protagonista al posto dei lisergici personaggi dei nuovi clip, per piacere?

Vino dei Blogger #1 – reminder

Meno di dieci giorni alla data fatidica di pubblicazione dei risultati del Vino dei Blogger #1.
Il temino da svolgere, ve lo ricordo, è “Vini comprati al supermercato a meno di 5 euro, da uve autoctone, in purezza“. I post dovrebbero essere pubblicati nei giorni immediatamente precedenti il 14 Novembre.

Riassumo in maniera veloce anche il funzionamento per i nuovi visitatori, visto che si è liberi di partecipare anche all’ultimo momento.

Ogni mese un singolo blogger ha l’incarico di organizzare un round del “Vino dei Blogger”. Per la prima edizione sono io :-)
L’organizzatore deve trovare un tema di degustazione divertente, curioso e/o originale che deve essere svolto da tutti i blogger che partecipano al VdB.
Il tema viene pubblicato con buon anticipo sul blog dell’organizzatore che deve anche stabilire la data entro la quale tutti i blogger devono pubblicare sui propri blog le note di degustazione.
L’organizzatore infine dovrà aggregare in un suo post tutti i link delle singole degustazioni e dichiarare chi sarà l’organizzatore del round successivo.

Semplice come bere un bicchiere di… vino!

Ecco l’elenco dei partecipanti, in ordine di adesione: Diario Enotecario, Marketing del Vino, Wino-QuintoMiglio, Aristide, Esalazioni Etiliche (sia Rob che Alessandro), Mondo di… vino!, The Wine Blog, Alice e il Vino, Divino Scrivere, TigullioVino, Maisazi.

Vi annuncio che Fiorenzo di Diario Enotecario, visto che è stato il primo ad adedire, sarà anche il prossimo organizzatore :)

Un’ultima cosa, sarebbe carino in questo round, per chi è attrezzato, pubblicare sul post anche una foto o una scansione dello scontrino, in modo da “certificare” il prezzo della bottiglia!

Attendo con ansia i link dei vostri post via email a marcolandia AT gmail PUNTO com!

Capeesh?

Quando lo stereotipo madolino-pastasciutta-simmoanapulepaisà è duro a morire. Peggio ancora, quando è riproposto in maniera triste da una prestigiosa azienda Italiana a supporto della loro linea di vini da esportazione. Alla faccia dei numerosi tentativi di comunicare una diversa immagine dell’Italia e dei suoi abitanti. Siamo purtoppo ancora fermi ad espressioni stile Soprano’s o Little Italy e a odiosi facciotti che sembrano usciti dal peggio di “Uomini e Donne” e che gesticolano facendo gesti strani con le mani. E’ ancora questa l’immagine che vogliamo dare di noi all’estero? Ma poi, tutto questo è veramente utile a vendere più vino?

Alla fine del mio test il profilo risultante è quello che vedete sopra. Bene, fosse uscito “Vero Italiano. Bravo! A true Italian. A Valentino in love. A Michelangelo in art. You are a Super Tuscan among Picolo Americanos” mi sarei sparato un colpo in testa. Logicamente con la lupara che, come tutti gli Italiani, tengo in cantina.

Nota: per il “Capeesh” del titolo, leggi qui qui e qui